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Melone retato

Lo sapevate che anticamente al melone veniva abbinato il simbolo della fecondità per via dei suoi numerosissimi semi e che...

...già 3000 anni fa i Sumeri conoscevano il melone, in un poema epico Gilgamesh l’eroe mangiava “meloni cassia”, frutti rappresentati sulle tavole imbandite di vari bassorilievi ed elencati anche in un assiro di erbe, mentre nella città di Ur un residente di nome Ur-Nammu li piantò nel suo giardino. Quando Mosè condusse il popolo ebraico nel deserto dove vagò per 40 anni, uno dei prodotti alimentari che desiderava erano i meloni ” il pesce, che abbiamo fatto mangiare liberamente in Egitto, i cetrioli, e meloni.” (Numeri 11, 05 ). In tutto il Medio Oriente uno snack preferito, molto contestato, erano i semi del melone che venivano essiccati e arrostiti.

Un vecchio proverbio afferma che ” colui che riempie lo stomaco con semi di meloni è come colui che lo riempie con la luce, non vi è baraka, benedizione, in loro”. Apicio (I°sec. d.C) nel suo “De re Coquinaria” racconta dei meloni importati dall’Armenia, in una delle ricette cosi descrive i meloni crudi serviti con “una salsa di pepe, mentuccia, miele, brodo e aceto. Una volta ogni tanto si aggiunge silfio”. Nel I° secolo d.C, Plinio il Vecchio, naturalista e scrittore romano, ha scritto di una pianta chiamata melopepo che “cresce su una vite che non pendono come il cetriolo, ma si trova piuttosto a terra”, descrive i frutti come sferica e di colore giallastro e osserva anche che si stacca facilmente dallo stelo, tutte caratteristiche che riportano al melone. Un dipinto murale è stato scoperto ad Ercolano, vicino a Pompei, città sepolte nell’eruzione vulcanica nel 79 d.C. dove si raffigurano dei meloni tagliati a metà. Mentre il medico greco Galeno, (129 – 216 d.C.) discute i benefici medici dei meloni nei suoi scritti. Non erano grossi come li conosciamo oggi ma delle dimensioni di un arancia.

Con la caduta dell’impero Romano, in Italia crollò anche l’importazione dei meloni provenienti dall’Asia Minore. In seguito Carlo Magno, nell’800 d.C., che apprezzava nuovi frutti e verdure, aggiornando in continuazione il suo giardino con nuovi e rari cultivar, riprese la coltivazione del melone riportato dalla Spagna, dove sono stati piantati un secolo prima dai Mori. Nonostante l’amore di Carlo Magno il melone non diventa un frutto popolare. Marco Polo (1254-1324 d.C) lungo il tragitto verso la Cina, trovò quello che lui considerava “il miglior melone nel mondo in quantità grande che si asciugano in questo modo: hanno tagliato tutti intorno a fette come strisce di cuoio, poi metterli al sole ad asciugare, quando diventano più dolce miele. E deve sapere che si tratta di un articolo di commercio e di trovare un pronto vendita attraverso tutti i paesi intorno” .

(fonte: www.angelomà.it)

Citazione: „Gli amici del tempo presente sono come i meloni: bisogna assaggiarne cinquanta prima di trovarne uno buono.“ —  Claude Mermet 1550 - 1621


Idea golosa

Risotto con il melone

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 melone piccolo
  • 1 bicchiere di acqua
  • Sale
  • Pepe
  • 250 gr di riso superfino Carnaroli
  • 100 cc di vino bianco
  • Una noce di burro
  • 1 lt di brodo vegetale
  • 4 fettine di pancetta stesa
  • 1 mozzarella di bufala piccola

Preparazione:

Lavate il melone e tagliate la polpa a dadi. Fate cuocere con qualche cucchiaio di acqua in una padella fino ad ottenere una crema. Aggiustate di sale e pepe.
In una casseruola mettete il burro, Unite il riso e fatelo tostare. Sfumate con il vino bianco, fate evaporare ed unite la crema di melone, continuate la cottura per 14 minuti circa, aggiungendo di tanto in tanto del brodo bollente. A parte, tagliate la pancetta a listarelle, passatela in padella fino a renderla croccante. Scolate la mozzarella e tritatela sottilmente. Quando il riso è cotto toglietelo dal fuoco e mantecate con la mozzarella e un cucchiaio di olio evo fino a renderlo filante. Servite con sopra la pancetta croccante e per decorare perché no... un zafferan crusca.